Con la Risoluzione n. 36 del 20 marzo 2017 l’Agenzia delle Entrate ha definitivamente chiarito come comportarsi in caso di mancato versamento di una delega di pagamento F24 interamente compensata “a zero”.

Come disciplinato dal terzo comma dell’articolo 19 del Decreto Legislativo n. 241 del 09/07/1997, “la delega deve essere conferita dal contribuente anche nell’ipotesi in cui le somme dovute risultano totalmente compensate ai sensi dell’articolo 17. La parte di credito che non ha trovato capienza nella compensazione e’ utilizzata in occasione del primo versamento successivo”, ovvero è sempre obbligatorio versare la delega F24 anche se presenta un saldo zero. Diversamente, risulterebbe impossibile per l’Amministrazione Finanziaria annotare il pagamento del tributo dovuto e conteggiare il credito utilizzato in compensazione.

Vediamo ora come comportarsi per ravvedere l’omesso versamento di una delega F24 con saldo zero.

In caso di omessa presentazione del modello F24 “a zero” è prevista una sanzione amministrativa pari a € 100,00, ridotta della metà qualora il ravvedimento operoso avvenga entro cinque giorni lavorativi.

Ricordiamo che mediante il ravvedimento, disciplinato dall’art. 13 del decreto legislativo n. 472 del 18/12/1997, è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

La sanzione e’ ridotta, semprechè la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività’ amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, secondo il seguente schema:

  • ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;
  • ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni;
  • ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;
  • ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale e’ stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale e’ stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
  • ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale e’ stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
  • ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;
  • ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

Nel caso di omesso versamento di una delega F24 con saldo zero, le Entrate indicano come calcolare la riduzione a seconda del momento in cui si pone rimedio alla irregolarità.

In particolare, per il ravvedimento effettuato nei 90 giorni dalla scadenza (circostanza che comporta la riduzione  della sanzione ad 1/9), bisogna partire dalla sanzione base di 50 euro, se l’F24 a zero è presentato entro cinque giorni lavorativi, versando quindi 5,56 euro, oppure da 100 euro, se l’F24 è presentato con ritardo oltre i cinque, giorni ma non i novanta, versando quindi 11,11 euro.

Superati i 90 giorni, occorre far sempre riferimento alla sanzione di 100 euro. Pertanto, sono dovuti 12,50 euro (1/8 di 100 euro), se l’F24 a saldo zero è presentato entro un anno dalla scadenza; 14,29 euro (1/7 di 100 euro), se l’F24 a saldo zero è presentato entro due anni dalla scadenza; 16,67 euro (1/6 di 100 euro), se l’F24 a saldo zero è presentato oltre due anni dalla scadenza;  20 euro (1/5 di 100 euro), se si rimedia dopo aver ricevuto un processo verbale di constatazione.

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