Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, ha approvato ieri, 24 marzo 2017, un decreto legge che proroga i termini relativi alla disciplina della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, contenuto nell’articolo 6 del decreto legge n. 193/2016, la cosiddetta “rottamazione delle cartelle“.

Viene quindi prorogato dal 31 marzo al 21 aprile 2017 il termine entro il quale i debitori potranno presentare la dichiarazione prevista, allo scopo di favorire ulteriormente l’adesione dei cittadini interessati all’istituto definitorio.

Personalmente riteniamo molto utile  la proroga, comunque dovuta vista la numerosità di contribuenti  interessati dall’operazione. Rimaniamo tuttavia sempre molto basiti nel prendere atto dei numeri che escono dal ministero: perchè soli 21 giorni di proroga? … e perchè proprio 21 giorni? e inoltre… perchè fissare la scadenza al 21 aprile e non direttamente a fine mese? Misteri troppo grandi per noi poveri commercialisti.

Segnaliamo che le istruzioni del modello non prevedono la possibilità di inviare l’istanta ad Equitalia mediante Raccomandata A/R, ma esclusivamente mediante domanda online, via PEC oppure consegnando direttamente il cartaceo presso gli uffici di Equitalia. Il problema riguarda i contribuenti più anziani, che magari non sono tanto avvezzi all’utilizzo dei computer e che quindi si trovano a doversi recare personalmente presso gli uffici. La digitalizzazione è una buona cosa, ma bisogna pensare prima di tutto alle esigenze del contribuente.

In ultimo, sembrerebbe che rispetto al decreto legge n. 193/2016 ed alla successiva legge n. 225/2016 di conversione, sia stata introdotta una modifica in merito al mancato o ritardato pagamento delle rate successive alla prima: saltare anche solo una rata, o pagarla con anche un solo giorno di ritardo, implicherà non solo la perdita dell’agevolazione (quindi verrebbero reintrodotte sanzioni ed interessi), ma anche il vecchio piano originario di dilazione. In altre parole, un piccolo ritardo significherebbe dover concordare un nuovo piano di dilazione, che con buone possibilità sarebbe più breve e sicuramente più oneroso rispetto al vecchio piano iniziale oggetto di rottamazione.

Print Friendly, PDF & Email
FacebookTwitterPinterestGoogle +Stumbleupon