L’art. 5 del Decreto Legge n. 193/2016, in corso di discussione e conversione in questi giorni, ha previsto un importante novità per i contribuenti in regime di contabilità “semplificata”, che si troveranno ad applicare dal 1 gennaio 2017 “in via naturale” il “principio di cassa” nella determinazione del reddito, abbandonando così l’attuale “principio di competenza”.

Il regime di competenza continuerà invece ad essere applicato dalle imprese in contabilità ordinaria.

Vediamo di capire meglio la sostanza di tale novità.

Il DPR n. 600/1973 individua all’art. 13 due distinti regimi contabili:

  • il regime ordinario, normalmente utilizzato da tutte le società di capitali e dalle imprese (di qualunque forma) che hanno conseguito un ammontare superiore a € 400.00,00 in caso di prestazioni di servizi oppure € 700.000,00 in caso di altre attività.
  • il regime semplificato, previsto per le imprese di piccole dimensioni e le persone fisiche che non superano i limiti previsti per il regime ordinario. Rimane sempre possibile optare per il regime ordinario.

Nella sostanza, la principale differenza tra i due regimi riguarda la contabilizzazione dei crediti e dei debiti, che non vengono considerati nel regime semplificato. Tale differenza ha delle conseguenze sulla tenuta della contabilità, sulla redazione del bilancio e sugli adempimenti contabili/fiscali annualmente previsti.

Per quanto riguarda la determinazione del reddito esso rimane previsto sempre come differenza tra i ricavi ed i costi.  E’ tuttavia possibile distinguere due differenti metodologie di calcolo del reddito: il principio di competenza e il principio di cassa.

Il principio di competenza è quello fino ad oggi utilizzato dalla generalità delle imprese e non dipende dal regime ordinario o semplificato applicato. Applicando tale principio, i ricavi ed i costi rilevano nel momento in cui viene conclusa la prestazione o ceduto il bene, indipendentemente dall’avvenuto incasso o pagamento della fattura.

Nel principio di cassa, ad oggi utilizzato dai professionisti come notai, avvocati, commercialisti, o, ancora, dai regimi minimi e forfetari, il reddito viene determinato considerando esclusivamente i ricavi e proventi incassati e le spese ed gli oneri effettivamente pagati nel medesimo periodo d’imposta.  Esistono delle piccole deroghe; rimangono contabilizzati per competenza i seguenti componenti:

  • plusvalenze;
  • sopravvenienze attive;
  • minusvalenze;
  • sopravvenienze passive;
  • ammortamenti;
  • accantonamenti di quiescenza e previdenza (TFR).

L’imprenditore in contabilità semplificata deve tenere solo i libri Iva e in tali registri oltre che annotare le operazioni soggette a Iva deve fare le registrazione delle operazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito d’impresa.

Dal punto di vista meramente operativo, il contribuente dovrà necessariamente segnalare al proprio commercialista la data di incasso delle fatture emesse e la data di pagamento di quelle di acquisto, così come di tutti gli altri costi sostenuti. Il problema sarà quindi coordinare sempre l’incasso ed il pagamento con la documentazione non immediatamente incassata o pagata.

PASSAGGIO DAL REGIME DI COMPETENZA A QUELLO DI CASSA

Secondo le nuove norme introdotte a partire dal 1 gennaio 2017 per i contribuenti in contabilità semplificata con il nuovo “criterio di cassa” è prevista la tenuta di un apposito registro in cui annotare, cronologicamente, i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso il relativo importo, le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento e gli estremi della fattura o altro documento emesso.

Un ulteriore registro, invece, deve essere adibito all’annotazione, sempre cronologicamente e con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell’esercizio.

In pratica verranno introdotti due nuovi registri contabili: il registro degli incassi e quello dei pagamenti.

Per gli altri componenti positivi e negativi di reddito (ad esempio, gli ammortamenti), l’annotazione va fatta sempre nei predetti registri, solo che, come attualmente previsto, si gode di un maggior termine, essendo possibile la registrazione entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per garantire il corretto passaggio dal vecchio al nuovo sistema di tassazione viene previsto che:

• il reddito del periodo di imposta in cui si applicano le nuove regole dovrà essere ridotto dell’importo delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio di competenza (ciò perché, con le nuove regole diventano non più applicabili le disposizioni sulla determinazione delle esistenze iniziali e finali di magazzino);

• al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto alla determinazione del reddito secondo il nuovo principio di cassa a un periodo di imposta soggetto a regime ordinario, e viceversa, i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito, in base alle regole del regime di determinazione del reddito d’impresa adottato, non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi (si assiste quindi alla sterilizzazione di tali componenti di reddito).

AI contribuente in contabilità semplificata viene tuttavia consentito di optare per il regime di contabilità ordinaria. Tale opzione  ha effetto fino a revoca e varrà per un periodo minimo di 3 anni (in precedenza la durata minima era per ciascun singolo periodo d’imposta).

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