Prestazioni di servizi effettuate all'estero o verso clienti esteri

La regola generale di fatturazione delle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di clienti non italiani è contenuta nell’art. 7-ter del D.P.R. 633/1972 secondo cui le prestazioni di servizi sono rilevanti nel territorio dello Stato, ovvero vanno fatturate con IVA:

  • quando sono rese a committenti soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;
  • quando sono rese a committenti non soggetti passivi d’imposta da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.

In base alla normativa richiamata, la “territorialità” delle prestazioni di servizi è definita con le seguenti modalità:

  • per le prestazioni B2B (business to business, cioè con clienti soggetti esercenti l’attività d’impresa) rileva la sede del committente (art. 7 -ter, co. 1, lett.a), D.P.R. 633/1972);
  • per le prestazioni B2C (business to consumer, cioè con clienti soggetti privati) rileva la sede del prestatore (art. 7- ter, co. 1, lett.b), D.P.R. 633/1972).

Gli art. da 7-quater a 7-septies contengono tuttavia delle deroghe rispetto alla regola generale, prevedendo differenti criteri per stabilire la rilevanza territoriale di alcune tipologie di servizi, anche in funzione della natura del committente del servizio stesso.

In questo articolo andremo nello specifico ad occuparci dei servizi relativi a beni immobili

Il comma 1, lettera a) dell’articolo 7-quater del DPR n. 633/72 stabilisce che l’imponibilità Iva delle prestazioni di servizi relative a beni immobili è collegata al luogo in cui è situato l’immobile stesso, infatti “le prestazioni inerenti alla preparazione e al coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari sono assoggettate ad IVA quando l’immobile è situato nel territorio dello stato italiano”.

Sono considerati beni immobili i fabbricati fissati stabilmente al suolo, ossia quando non sia possibile separare il bene mobile dall’immobile (terreno o fabbricato) senza alterare la funzionalità del bene stesso. In altri termini quando per riutilizzare il bene in un altro contesto con le medesime finalità debbano essere effettuati antieconomici interventi di adattamento. Nella pratica, quindi, secondo tale definizione fornita dalla stessa Agenzia delle Entrate anche gli impianti industriali e i macchinari ancorati al suolo (es: a mezzo di opere murarie, ovvero anche mediante bullonature di fondazione, o telai di base dei macchinari), possono considerarsi come beni immobili.

Per quanto riguarda i servizi, rientrano nella previsione dell’articolo 7-quater le seguenti tipologie:
− la concessione di diritti di utilizzazione di beni immobili, quali la locazione, sub-locazione, concessione e sub-concessione di immobili;
− gli appalti, i sub-appalti e le altre forniture riguardanti la costruzione, riparazione, modificazione, manutenzione, progettazione e direzione lavori;
− le perizie, ovvero quelle prestazioni volte ad individuare in modo oggettivo concreti elementi di fatto riguardanti i singoli beni esaminati, in relazione alla loro quantità, qualità, valore, ecc, in base a specifiche conoscenze o calcoli tecnico-scientifici;
− le prestazioni degli ingegneri, degli architetti, degli uffici di sorveglianza ed altre che, in generale, afferiscono alla preparazione e al coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari di uno specifico immobile;
− le prestazioni di intermediazione relative alla cessione di immobili (compresa la costruzione o il trasferimento di diritti reali sugli stessi) e alla concessione di diritti di utilizzazione degli stessi (locazione, sublocazione), ossia quelle tipiche delle agenzie immobiliari. Sono escluse le intermediazioni delle agenzie turistiche e di viaggio (es: prenotazione alberghi) soggette alla regola generale dell’articolo 7-ter;
− la fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori con funzioni analoghe, ivi inclusa la fornitura di alloggi in campi di vacanza o in terreni attrezzati per il campeggio.

Le prestazioni di servizi inerenti i beni immobili trovano l’applicabilità o meno dell’IVA a seconda di dove è situato l’immobile oggetto dell’attività:
– se l’immobile si trova in Italia devono essere assoggettate ad IVA e contributo integrativo, chiunque sia il committente estero;
– se l’immobile si trova in uno Stato appartenente all’Unione Europea valgono le regole di fatturazione dello Stato ove l’immobile è situato ed è dovuto il contributo integrativo a meno che l’immobile si trovi in uno Stato UE diverso da quello del committente, soggetto passivo IVA;
– se l’immobile si trova in uno stato estero al di fuori dell’Unione Europea non sono soggette ad IVA ma è comunque dovuto il contributo integrativo.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 37/E del 29/07/2011, ha individuato, tra le prestazioni per cui vige la deroga dell’art. 7-quater, quelle rese da ingegneri e architetti (o altri soggetti abilitati) relative alla progettazione e alla direzione di lavori immobiliari, al collaudo di uno specifico immobile ed alla progettazione di interni e arredamenti.
Sono escluse dalla deroga e pertanto restano assoggettate al disposto dell’art. 7-ter le consulenze “che non afferiscono alla preparazione e al coordinamento dei lavori immobiliari, ancorché riferiti a un immobile specificatamente individuato”.

E’ necessario in ultimo ricordare che il committente residente all’estero, UE o extra UE, non è sostituto di imposta e pertanto la fattura non deve contenere la ritenuta d’acconto.

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