1. COMUNICAZIONE ANNUALE DATI IVA 2014

Lo scorso 15 gennaio 2014 è stato approvato il nuovo modello di «Comunicazione annuale dati Iva 2014», con le relative istruzioni, da utilizzare per l’indicazione dei dati contabili riepilogativi delle operazioni effettuate nell’anno d’imposta 2013La Comunicazione IVA è da presentare entro il 28 febbraio di ogni anno, esclusivamente attraverso il canale telematico, direttamente o tramite intermediari abilitati.

Rispetto allo scorso anno il modello  non ha avuto alcuna modifica strutturale ed è rimasto quello già approvato per gli anni precedenti, salvo piccole modifiche necessarie per recepire il contenuto della Direttiva 2010/45/UE in materia di fatturazione che ha introdotto numerose novità per le  operazioni effettuate a partire dall’1.1.2013 introducendo un generalizzato obbligo di emissione della fattura per tutte le operazioni fuori campo Ivaper carenza del presupposto territoriale di cui agli artt. da 7 a 7-septies dello stesso D.P.R. Pertanto è stato modificato ed integrato il rigo CD1, campo 1, dedicato alle «Operazioni attive», evidenziando, nello specifico, che nel presente campo devono essere comprese anche le operazioni non soggette di cui agli artt. da 7 a 7-septies, D.P.R. 633/1972.

Più precisamente, nel rigo CD1, campo 1, è stata inserita la seguente indicazione: «Si evidenzia, inoltre, che nel presente campo devono essere comprese anche le operazioni non soggette per carenza del presupposto territoriale di cui agli artt. da 7 a 7-septies del D.P.R. n. 633 del 1972 per le quali è obbligatoria l’emissione della fattura in base alle disposizioni contenute nell’art. 21, co. 6-bis, dello stesso decreto».

Dati da indicare nella comunicazione

Nel modello di comunicazione annuale dati Iva il contribuente deve riportare sostanzialmente l’indicazionecomplessivadel risultato delleliquidazioni periodiche (oppure il dato annuale per i contribuenti non tenuti a quest’ultimo adempimento) per determinare l’Iva dovuta o a credito.

Ai fini della presente comunicazione quindi non rilevano le seguenti operazioni:

  • • le eventuali operazioni di rettifica e conguaglio (per esempio, il calcolo definitivo del pro-rata), oltre ad altri dati sintetici relativi alle operazioni effettuate nel periodo;
  • • le compensazioni effettuate nell’anno d’imposta;
  • • il riporto del credito Iva relativo all’anno precedente;
  • • i rimborsi infrannuali richiesti nonché la parte del credito Iva relativo all’anno d’imposta che il contribuente intende richiedere a rimborso.

Questi dati, infatti, rilevanti per la definitiva liquidazione dell’imposta, devono essere indicati esclusivamente nella dichiarazione annuale Iva.

Contribuenti obbligati e contribuenti esonerati

In linea generale, sono tenuti alla presentazione della comunicazione annuale dati Iva, tutti i titolari di partita Iva tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale Iva, anche se nell’anno non abbiano effettuato operazioni imponibili ovvero non siano tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche, salvo le ipotesi di esonero evidenziate nella seguente tabella illustrativa.

Soggetti esonerati dall’invio della Comunicazione IVA

  • • I contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10, D.P.R. 633/1972;
  • • i soggetti che hanno optato per la dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36bis e abbiano effettuato nell’anno d’imposta soltanto operazioni esenti;
  • • i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, co. 6, D.P.R. 633/1972 (produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7.000 euro);
  • • gli esercenti attività di organizzazione di giochi e di intrattenimenti esonerati dagli adempimenti Iva ai sensi dell’art. 74, co. 6, D.P.R. 633/1972 che non hanno optato per l’applicazione dell’Iva nei modi ordinari;
  • • le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e non hanno esercitato altre attività rilevanti agli effetti dell’Iva nell’anno cui si riferisce la comunicazione;
  • • i soggetti passivi d’imposta, residenti in altri Stati membri dell’Unione europea, nell’ipotesi di cui all’art. 44, co. 3, secondo periodo, D.L. 331/1993 (nomina di un rappresentate fiscale «leggero»), qualora abbiano effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
  • • le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni senza fine di lucro e le associazioni pro-loco che hanno optato per l’esonero dagli adempimenti Iva;
  • • i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europeanon identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’Iva nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 74-quinques per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi resi tramite mezzi elettronici a committenti non soggetti passivi d’imposta domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro;
  • • gli organi e le Amministrazioni dello Stato, i Comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demani collettivi, le comunità montane, le Province e le Regioni, gli enti pubblici che svolgono funzioni statali, previdenziali, assistenziali e sanitarie, comprese le aziende sanitarie locali, di cui all’art. 74, D.P.R. 917/1986; si ricorda che dallo scorso anno sono stati inseriti anche gli enti privati di previdenza obbligatoria che svolgono attività previdenziali e assistenziali;
  • • i soggetti sottoposti a procedure concorsuali;
  • • le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione un volume di affari uguale o inferiore a 25.000 euro ancorché tenuti a presentare la dichiarazione annuale;
  • • le persone fisiche che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, co. 1 e 2, D.L. 6.7.2011, n. 98, conv., con modif., dalla L. 15.7.2011, n. 111;
  • • i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale Iva entro il mese di febbraio, come previsto dall’art. 8-bis, co. 2, ultimo periodo, D.P.R. 322/1998, introdotto dall’art. 10, D.L. 1.7.2009, n. 78.

 

Casi particolari di presentazione della comunicazione

A) SOCIETÀ ed ENTI ADERENTI alla PARTICOLARE PROCEDURA dell’IVA di GRUPPO: gli enti e le società che si sono avvalsi per l’anno cui si riferisce la comunicazione dati Iva della particolare procedura della liquidazione dell’Iva di gruppo di cui all’ultimo co. dell’art. 73, D.P.R. 633/1972 presentano ognuno una propria comunicazione dati Iva, con riferimento ai propri dati nell’anno cui si riferisce la comunicazione.

Pertanto, la società controllante deve presentare la comunicazione dati Iva con riferimento esclusivo alla propria attività e non anche a quella relativa all’intero gruppo.

B) CONTRIBUENTI con CONTABILITÀ SEPARATE: i contribuenti che hanno esercitato più attività per le quali hanno tenuto, per obbligo di legge o per opzione, la contabilità separata ai sensi dell’art. 36, D.P.R. 633/1972, devono presentare un unico modello di comunicazione dati Iva riepilogativo di tutte le attività gestite con contabilità separate. Nel caso in cui tra le attività esercitate ce ne sia una per la quale è previsto l’esonero dalla presentazione della dichiarazione annuale Iva e, conseguentemente, della presente comunicazione, i dati di quest’ultima attività non devono essere compresi nella comunicazione annuale dati Iva, da presentare in relazione alle altre attività per le quali è previsto l’obbligo dichiarativo.

C) SOGGETTI NON RESIDENTI: per i soggetti non residenti le regole variano a seconda delle diverse situazioni di seguito elencate:

Rappresentante fiscale Identificazione diretta Soggetti che hanno operato mediante
rappresentante fiscale
e mediante
identificazione diretta
Stabile organizzazione
I rappresentanti fiscali di soggetti non residenti, nominati ai sensi dell’art. 17, co. 3, D.P.R. 633/1972 sono tenuti a presentare la comunicazione annuale dati Iva con l’indicazione dei dati delle operazioni effettuate nell’anno cui la stessa si riferisce ed indicando nel riquadro «Dichiarante» il codice di carica 6. I soggetti non residenti identificati direttamente in Italia ai sensi dell’art. 35-ter, D.P.R. 633/1972 sono tenuti a presentare la comunicazione annuale dati Iva con riferimento alle operazioni da essi effettuate nell’anno d’imposta. In tutti i casi in cui un soggetto non residente abbia effettuato, nel medesimo anno d’imposta ma ovviamente in periodi diversi dell’anno, operazioni rilevanti agli effetti dell’Iva in Italia sia mediante rappresentante fiscale sia identificandosi direttamente, l’obbligo di presentazione della comunicazione annuale dati Iva deve essere assolto mediante la presentazione di un’unica comunicazione da parte del soggetto (rappresentante fiscale ovvero soggetto non residente identificato direttamente) operante alla data di presentazione della comunicazione. In presenza di una stabile organizzazione in Italia di soggetto non residente deve essere presentata una comunicazione annuale dati Iva con riferimento esclusivo ai dati delle operazioni ad essa imputabili effettuate nell’anno d’imposta. In tale ipotesi, nel riquadro «Dichiarante» deve essere indicato il codice di carica 1.Pertanto, come è noto, in base alla vigente disciplina, al soggetto non residente non è consentito assumere una duplice posizione Iva nel territorio dello Stato e lo stesso può essere titolare di un solo numero di partita Iva (in base alle disposizioni contenute nell’art. 17, D.P.R. 633/ 1972 come modificato dall’art. 11, D.L. 26.9.2009, n. 135).

 

Sanzioni applicabili – Natura «non dichiarativa» della comunicazione

In tema di sanzioni riferibili al modello di comunicazione annuale dati Iva, si precisa che la natura e gli effetti dell’adempimento della stessa non sono quelli propri della dichiarazione Iva bensì quelli relativi alle comunicazioni di dati e notizie.

Infatti, attraverso la comunicazione annuale dati Iva il contribuente non procede alla definitiva autodeterminazione dell’imposta dovuta, che avverrà invece attraverso il tradizionale strumento della dichiarazione annuale Iva, ma deve sostanzialmente riportare l’indicazione complessiva delle risultanze delle liquidazioni periodiche (ovvero delle risultanze annuali per i contribuenti non tenuti a quest’ultimo adempimento), al fine di determinare l’Iva dovuta o a credito, senza tener conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio (ad esempio calcolo definitivo del pro-rata), oltre ad altri dati sintetici relativi alle operazioni effettuate nel periodo.

Pertanto, la natura «non dichiarativa» della comunicazione dati Iva comporta l’inapplicabilità delle sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione, nonché delle disposizioni di cui all’art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 472 in materia di ravvedimento operoso in caso di violazione degli obblighi di dichiarazione.

Tuttavia, l’omissione della comunicazione o l’invio della stessa con dati incompleti o inesatti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 euro a 2.065 euro, prevista dall’art. 11, D.Lgs. 18.12.1997, n. 471 per l’omessa o inesatta comunicazione di dati, così come richiamato dal co. 6, dell’art. 8-bis, D.P.R. 322/1998.

Si evidenzia che, non essendo prevista la possibilità di rettificare o integrare una comunicazione già presentata, i dati definitivi saranno correttamente esposti nella dichiarazione annuale Iva.

 

2. DICHIARAZIONE IVA 2014

Il modello di dichiarazione Iva 2014 dovrà essere utilizzato sia dai soggetti che intendono presentare la dichiarazione Iva autonoma, sia da coloro che preferiscono invece presentarla insieme all’Unico 2014 (cd. dichiarazione unificata).

In alternativa al modello ordinario, si può usufruire, se ne sussistono le condizioni, del Modello Iva Base 2014, sicuramente più veloce e semplice da compilare.

Modello Iva 2014 deve essere presentato entro il 30.9.2014 e che l’eventuale versamento del saldo Iva 2013 risultante dal Modello Iva 2014 dovrà avvenire entro il 17.3.2014 (in quanto il 16.3 cade di domenica) oppure secondo le scadenze di Unico 2014 con la maggiorazione dello 0,40%

Novità

Il Modello Iva 2014 è stato aggiornato con le novità introdotte nel 2013, tra cui si ricordano in particolare: la nuova aliquota Iva al 22% dal 1° ottobre 2013, l’eliminazione del vecchio regime Iva per cassa (art. 7, D.L. 185/2008), la nuova formulazione dell’art. 21, D.P.R. 633/1972 che prevede l’obbligo di emissione della fattura anche per le operazioni carenti del requisito della territorialità, l’ingresso nell’Ue della Croazia, l’abrogazione per il 2013 dei regimi opzionali per le imprese agricole.

È previsto il nuovo obbligo di fatturazione per le operazioni fuori campo per carenza del requisito della territorialità: gli operatori stabiliti in Italia devono emettere la fattura anche per le operazioni mancanti del requisito della territorialità, se effettuate nei confronti di soggetti passivi tenuti ad applicare l’imposta con il meccanismo dell’inversione contabile in un altro Stato membro, oppure se effettuate fuori dell’Ue (artt. da 7 a 7-septies, D.P.R. 633/1972). Tali operazioni concorrono al volume d’affari del contribuente. È stato, pertanto, modificato il contenuto del rigo VE39, nel quale devono essere riportate non soltanto le prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter rese a committenti di altri Paesi Ue, bensì tutte le operazioni non territoriali soggette ora ad obbligo di fatturazione.

L’importo di dette operazioni non influenza comunque la determinazione dello status di esportatore abituale e del plafond, grazie a una specifica previsione normativa che ha sterilizzato questo possibile effetto negativo. La circostanza è puntualmente evidenziata nelle istruzioni di compilazione del QuadroVC in cui nell’apposita colonna 3 va indicato l’ammontare mensile delle operazioni effettuate al netto delle predette operazioni.

Le istruzioni, nel Quadro VX, danno conto del nuovo limite di 700mila euro annui per le compensazioni orizzontali e per i rimborsi in procedura semplificata, così elevato dal D.L. 35/2013 a decorrere dal 2014.

Sono state, inoltre, integrate le istruzioni del rigo VL40, precisando che vi si deve indicare l’importo del credito (esistente, ma non spettante) che il contribuente ha indebitamente utilizzato in compensazione, per esempio oltre il limite annuo, e poi riversato a seguito di atto di recupero notificato dall’Agenzia delle Entrate. In tal modo, il credito viene «rigenerato» nell’anno di riferimento della dichiarazione e potrà essere riutilizzato o chiesto a rimborso, nei limiti di legge.

Non va, invece, riportato nel rigo VL40, ma nel rigo VX3 (eccedenza di versamento), il credito relativo allo stesso periodo d’imposta indebitamente utilizzato in compensazione (anche se inesistente) e riversato spontaneamente.

Nelle istruzioni del Quadro VC, inoltre, si chiarisce che in caso di trasferimento della facoltà di acquistare in sospensione d’imposta, ad esempio a seguito di affitto o cessione di azienda, il soggetto avente causa deve compilare i righi relativi al plafond ricevuto a partire dalla data di utilizzo.

 

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