PUBBLICATA LA LEGGE DI STABILITA’ PER IL 2014, ECCO LE PRINCIPALI NOVITA’:

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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di stabilità 2014 di cui riassumiamo in sintesi le principali novità fiscali.  Ricordiamo che la legge di stabilità 2014 è stata peraltro già parzialmente integrata dal decreto milleproroghe emanato lo scorso 30 dicembre 2013.

RIFERIMENTO NORMATIVO:  Legge 27 dicembre 2013, n. 147, pubblicata nella G.U. n. 302 del 27 dicembre 2013 – Suppl. Ord. n. 87. 

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IUC: Imposta Unica Comunale

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Dal 2014 la nuova imposta unica comunale (IUC) incorporerà IMU, Tasi e Tari.

La IUC si basa:

– sul possesso di immobili (natura e valore degli stessi);

– sulla fruizione dei servizi comunali.

Come già anticipato la IUC ingloba  l’IMU, una componente riferita ai servizi comunali indivisibili (TASI) a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile e una componente riferita alla tassa sui rifiuti (TARI) a carico dell’utilizzatore.

Le aliquote dei tributi locali dovranno essere deliberate dai Comuni ma è previsto che per ciascuna tipologia di immobile la somma dell’aliquota TASI e dell’aliquota IMU non possa superare l’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013 (0,6% sulle abitazioni principali e 1,06% sugli altri immobili). Sulle abitazioni principali per il 2014 il tetto massimo della somma delle due componenti non potrà superare lo 0,25%.

La TARI sarà dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative e le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 c.c. che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Non sono inoltre assoggettati alla TASI i locali e le aree in cui si producono rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere i relativi produttori (che dovranno però dimostrare l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente).

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Prorogata la scadenza della Mini IMU al 24 gennaio 2014

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La mini IMU sull’abitazione principale dovuta per gli immobili accatastati in quei comuni che hanno deliberato l’aumento delle aliquote IMU per il 2013 andrà versata entro il 24 gennaio 2014 e non più entro il 16 gennaio come originariamente previsto.

 

 

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Parziale deducibilità dell’IMU

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L’IMU pagata per gli immobili strumentali delle imprese e dei professionisti sarà deducibile da IRES e IRPEF nella misura del 30% (in via transitoria) per l’anno d’imposta 2013 e del 20% a decorrere dal 2014. Permane l’indeducibilità piena ai fini IRAP.

 

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Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

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Viene riproposta, senza particolari novità, la rivalutazione dei beni d’impresa. Le imprese, le società di capitali e di persone, le società cooperative, di mutua assicurazione, e tutti i soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del Tuir, potranno rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, che risultano dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2012. La rivalutazione potrà essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012 e deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea.

La rivalutazione è onerosa: l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali si applica sul maggior valore rivalutato ed è pari al 16% per i beni ammortizzabili e al 12% per i beni non ammortizzabili.

Il maggior valore attribuito ai beni sarà fiscalmente riconosciuto, ai fini degli ammortamenti, a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita. In caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita e cioè 1 gennaio 2017, per la determinazione delle plus o minusvalenze fiscali dovrà considerarsi il costo del bene prima della rivalutazione.

Il saldo attivo della rivalutazione potrà essere affrancato, anche solo parzialmente, versando un’ulteriore imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali pari al 10%.

Le imposte sostitutive possono essere pagate (o compensate) in tre rate annuali di pari importo, senza interessi, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi.

 

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Limite alle compensazioni d’imposta

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A decorre dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, e quindi già dalla liquidazione del prossimo 16 gennaio 2014, i contribuenti che utilizzano in compensazione mediante modello F24 i crediti relativi alle imposte sui redditi, alle ritenute, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’IRAP risultanti dalle dichiarazioni fiscali, per importi superiori a 15.000 euro, dovranno ottenere l’apposizione del visto di conformità sulle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito. A differenza di quanto accade per l’IVA, i crediti potranno comunque essere compensati dal giorno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta relativamente al quale deve essere presentata la dichiarazione: quindi dal 1° gennaio 2014 è possibile, per esempio, compensare il credito IRES 2013, fermo restando l’obbligo, in caso di superamento del limite di 15.000 euro, di far asseverare il modello UNICO 2014 dal quale il suddetto credito emergerà. Ricordiamo che a decorrere dal 2014 il D.L. n. 35/2013 aveva aumentato a 700.000 euro il limite annuo alla compensazione (che fino al 2013 era di 516.000 euro).

Il professionista può rilasciare il visto di conformità, almeno ai fini Iva, soltanto dopo aver eseguito una serie di controlli come la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie, la corrispondenza dei dati esposti nelle scritture contabili alla relativa documentazione, la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e la correttezza «formale» delle dichiarazioni presentate (circ. n. 57/E/2009 § 7). Ai soggetti indicati nell’art. 35 citato, che rilasciano il visto di conformità, ovvero l’asseverazione, infedele, si rende applicabile la sanzione amministrativa da euro 258 a euro 2.582, fatti salvi ulteriori provvedimenti, come la cancellazione dai relativi elenchi, in presenza di violazioni particolarmente gravi o ripetute. Si deve porre attenzione, inoltre, alle sanzioni applicabili in presenza di crediti esistenti, ma non utilizzabili, cui si rende applicabile la sanzione pari al 30% dei medesimi crediti utilizzati e delle indebite compensazioni, per le quali si rende applicabile la sanzione dal 100 al 20% del credito inesistente.

Si evidenziano, però, alcune problematiche di natura operativa giacché le disposizioni richiamate pongono soltanto l’obbligo di apposizione del visto per la compensazione di importi superiori a 15 mila euro, con la conseguenza che, sebbene diversa l’applicazione rispetto a quella dell’Iva, per la quale il credito superiore a 5 mila euro è utilizzabile a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, non è chiaro se il visto debba essere rilasciato anteriormente all’utilizzo, bloccando di fatto tutte le compensazioni fino a giugno, o anche successivamente all’utilizzo stesso.

Infine, si ritiene che, ancorché il credito risulti superiore a 15 mila euro, se il contribuente desidera utilizzare un’entità inferiore (per esempio 10 mila), non si renda necessario apporre il visto di conformità.

Per le società di capitali assoggettate al controllo contabile il visto di conformità può essere (si tratta di una facoltà) sostituito dalla sottoscrizione della dichiarazione, del soggetto incaricato al controllo contabile (revisore contabile), che attesti l’esecuzione dei controlli prescritti dal comma 2, articolo 2 del D.M. n. 164 del 1999.  

 

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Pagamento canoni di locazione

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Non potranno più essere pagati in contanti gli affitti, con la sola eccezione dei canoni dovuti per le locazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica. I pagamenti dovranno avvenire tramite assegni, bonifici o comunque con modalità “tracciabile”.

La Legge di Stabilità per il 2014 introduce una deroga alle regole “usuali” in tema di utilizzo del denaro contante (consentito ricordiamo solo sino a 999,99 euro); si prevede, infatti, che i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore.

 

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Proroga Ecobonus

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 La detrazione IRPEF 50% per i lavori di ristrutturazione edilizia e quella del 65% per i lavori di risparmio energetico sono prorogate per tutto il 2014. Nel 2015 la detrazione 50% si ridurrà al 40%, fino a ritornare alla detrazione 36% nel 2016 con limite di spesa a 48mila euro.  La detrazione 65% si ridurrà al 50% dal 2015.

Anche la detrazione IRPEF 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe A e A+ per arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione è prorogata a tutto il 2014 e il decreto milleproroghe del 30 dicembre 2013 ha chiarito che la detrazione vale anche nel caso in cui l’importo sia superiore al valore della ristrutturazione immobiliare per la quale si sia usufruito della relativa detrazione. 

 

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Rottamazione cartelle esattoriali

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Sarà possibile pagare le cartelle Equitalia senza interessi di mora e da ritardata iscrizione a ruolo, a condizione, ossia che il pagamento avvenga in un’unica soluzione entro il 28 febbraio 2014. Sono escluse da questa agevolazione le somme dovute per sentenze di condanna della Corte dei conti. La definizione agevolata si applica invece anche agli avvisi di accertamento esecutivo.

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ALTRE NOVITA’ FISCALI:

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Interessi legali all’1%

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RIFERIMENTO NORMATIVO: D.M.12 dicembre 2013

Dal 1° gennaio 2014 il tasso di interesse legale, che per due anni è rimasto al 2,5%, è sceso all’1%, tornando così al livello del 2010.

La variazione del tasso legale ha risvolti anche in ambito fiscale:

  • in caso di ravvedimento operoso, il tasso legale da applicare è quello in vigore nei singoli periodi interessati, secondo un criterio di pro rata temporis; sarà quindi pari al 2,5%, fino al 31 dicembre 2013 e all’1% dal 1° gennaio 2014 e fino al giorno del ravvedimento;
  • in caso di rateazione delle somme dovute per effetto di istituti deflativi del contenzioso (quali adesioni agli inviti al contraddittorio o a PVC, accertamenti con adesione, acquiescenza all’accertamento, conciliazione giudiziale) la misura del tasso legale deve essere determinata con riferimento all’anno in cui viene perfezionato l’atto di adesione, rimanendo costante anche se il versamento delle rate si protrae negli anni successivi (circ. Agenzia delle Entrate 21 giugno 2011, n. 28/E).

Saranno conseguentemente adeguati al nuovo tasso di interesse legale anche i coefficienti per la determinazione del valore, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria, catastale, di successione e donazione. I nuovi coefficienti si applicheranno agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni apertesi e alle donazioni fatte, a decorrere dal 1° gennaio 2014.

 

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Aliquota IVA bevande ed alimenti erogati da distributori automatici

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Dal 1° gennaio 2014 si deve applicare l’aliquota IVA del 10% (invece del 4%) alla somministrazione di bevande ed alimenti effettuate mediante distributori automatici ovunque collocati. La medesima aliquota troverà applicazione anche per quel che attiene le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto forniture o somministrazioni di alimenti e bevande.

Il D.L. 4 luglio 2013, n. 63, aveva infatti abrogato, con effetti dal 1° gennaio 2014 il n. 38), della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972, secondo il quale (in deroga alla disciplina generale) si applicava l’IVA con l’aliquota agevolata del 4% (invece del 10%) nel caso di somministrazioni di bevande ed alimenti effettuate mediante distributori automatici collocati in stabilimenti, ospedali, case di cura, uffici, scuole, caserme ed altri edifici destinati a collettività.

 

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Esenzione IMU immobili merce

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RIFERIMENTO NORMATIVO: Risoluzione 11 dicembre 2013, n. 11/DF

Sono esenti dall’IMU i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fino a quando permane tale destinazione e purché non siano locati.

Il Ministero delle Finanze ha precisato che il concetto di “fabbricati costruiti” comprende anche il fabbricato acquistato dall’impresa costruttrice sul quale la stessa procede a interventi di “incisivo recupero”, ex art. 3, comma 1, lettere c), d) e f), D.P.R. n. 380/2001.

 

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Diritto annuale CCIAA invariato per il 2014

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RIFERIMENTO NORMATIVO: Ministero dello Sviluppo Economico, Nota 5 dicembre 2013, n. 201237

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato che anche per il 2014 resterà invariata la misura del diritto annuale dovuto ad ogni singola camera di commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata nel Registro delle Imprese. Restano quindi confermate le stesse misure fisse, fasce e aliquote di fatturato previste per il 2013. Il termine per il versamento del diritto annuale coincide con quello per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi. Le nuove imprese sono tenute a versare il diritto annuale entro 30 giorni dall’iscrizione.

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